PATENTE A PUNTI
(art.126-bis c.d.s.)
La patente a punti è il meccanismo introdotto in Italia a partire dal 1 luglio 2003 attraverso il quale, ad ogni conducente di un veicolo viene attribuito un punteggio (inizialmente 20 punti) che viene decurtato in caso di infrazioni. All’esaurimento dei punti disponibili per conservare la patente è necessario superare nuovamente l’esame di teoria e l’esame di guida.
OBBLIGO DI COMUNICAZIONE DEL CONDUCENTE
Qualora il conducente non sia stato identificato, l’obbligato in solido a cui il verbale è notificato, è tenuto a comunicare, entro 60 giorni, all’Ufficio o Comando che ha accertato la violazione, i dati personali e della patente del conducente responsabile della violazione. Se il proprietario omette di fornire i dati identificativi scatterà per lui una sanzione che va da un minimo di € 263 fino ad un massimo di € 1,050 e non gli verranno però decurtati i punti sulla patente.
PATENTE: COME SI CONTROLLA IL “SALDO” PUNTI
Il titolare può controllare in tempo reale lo stato della propria patente presso l’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, utilizzando IL PORTALE DELL’AUTOMOBILISTA www.ilportaledellautomobilista.it
Su questo portale il Ministero dei Trasporti ha attivato il servizio ondine di verifica del saldo dei punti sulla propria patente di guida: occorre semplicemente iscriversi al sito seguendo le istruzioni presenti sulla home page.
E’ possibile utilizzare anche l’utenza telefonica 848 782 782, ma attenzione non è un numero verde.
La telefonata può essere effettuata solo da apparecchio fisso e ha il costo di una chiamata urbana secondo le tariffe del proprio gestore telefonico.
COME SI RECUPERA IL PUNTEGGIO
La mancanza di decurtazioni dei punti, per il periodo di due anni consecutivi. Determina la nuova attribuzione del completo punteggio iniziale. Per i titolari di patente che per almeno due anni hanno mantenuto 20 punti è previsto l’accreditamento di 2 punti fino a raggiungere il tetto massimo complessivo di 30 punti. Il punteggio perso può esere recuperato frequentando anche dei corsi specifici presso le autoscuole o presso gli altri soggetti autorizzati dal Ministero dei Trasporti.
